Il Tram Treno nel Luganese

Per il Tram Treno prossima fermata il Gran Consiglio

 

Nelle scorse settimane è stato detto che le opposizioni a questo progetto superano abbondantemente il centinaio. Dobbiamo capire perché, dove vogliamo andare e quali sono le prossime tappe. I motivi dei contrari sono vari e si dividono principalmente in due categorie: opposizioni tese a proteggere la proprietà e il suo valore e opposizioni a scopo ideale che vogliono migliorare il progetto. In questo articolo, in quanto firmatario, mi soffermerò in particolare sulle proposte avanzate dalle Associazioni di cittadini per il territorio del Luganese, coordinate da Marco Sailer. Del tram mi occupo dal lontano 2007, quando scrissi una mozione che voleva dare la priorità all’asta destra (Pian Scairolo-Cornaredo). Ho poi avviato l’approfondimento per un percorso meno costoso (200 milioni invece di 400) rispetto alla galleria (asta centrale) che avrebbe valorizzato la linea attuale FLP, che da sempre serve la stazione ferroviaria. Cito queste esperienze personali in quanto sono comuni a molte persone che vogliono il tram nel Luganese e sono contente dei sussidi di Berna, ma sono rimaste ignorate per anni. Meno si ascolta durante la progettazione, più si avranno ostacoli alla fine (pubblicazione), l’unico momento formale in cui i cittadini possono esprimersi. Sebbene l’amore per la variante senza galleria sia intatto, vediamo quali sono le migliorie auspicabili del progetto pubblicato:

A. Conservare la storica linea FLP di collina.

B. Rivedere l’assetto del comparto di Sant’Anna e l’attestamento del treno in centro città.

C. Cavezzolo (Bioggio), semplificare le infrastrutture di trasporto e favorire lo sviluppo insediativo. 

Per i dettagli rimando all’opposizione e alla proposte, disponibili nel sito www.cittadiniperilterritorio-massagno.ch.

Riflettiamo infine sulla procedura. Il credito di finanziamento dell’opera deve essere ancora votato dal Gran Consiglio ticinese. Anche i sussidi federali, i famosi 300 milioni per la galleria, sono un messaggio del governo non ancora votato dalle Camere federali. Il parlamento cantonale deve agire con coraggio quando avrà a esprimersi su una delle opere viarie del secolo. 

Dobbiamo superare lo spauracchio del “pieghiamo la testa, altrimenti saltano i sussidi” perché è una trappola pericolosa.Siamo ancora in tempo a migliorare il progetto, per presentarlo sano e forte al voto del parlamento federale. Se invece si continua a insistere che l’attuale progetto “anche se imperfetto, è l’unico pronto”, tale atteggiamento potrebbe diventare una spada di Damocle quando saranno necessari i voti dei parlamentari degli altri Cantoni, che nella corsa alla spartizione degli 11 miliardi federali saranno a caccia di progetti non del tutto convincenti. 
È quindi con la capacità di ascoltare il territorio e migliorando la progettazione che salveremo il sussidiamento, non con la tecnica dello struzzo.

Giordano Macchi, consigliere comunale PLR, Lugano