Riforma III

Per una piazza imprenditoriale  attrattiva e competitiva 

di Vania Castelli, Opinone Liberale 4 novembre 2016

Il Consiglio federale ha presentato la scorsa settimana gli argomenti a favore della Riforma III dell’imposizione delle imprese. Il progetto, in votazione a febbraio, intende abrogare le norme speciali non più accettate a livello internazionale previste nella legislazione tributaria sulle imprese per le società con statuto speciale. Nel contempo la riforma introduce nuove misure fiscali per evitare il trasferimento all’estero di società finora privilegiate, nei Cantoni sarà inoltre creato il necessario margine di manovra politico-finanziario affinché essi possano mantenere la loro competitività fiscale. Il PLR ne discuterà al comitato cantonale del 10 novembre  a Osogna. Sul tema vi proponiamo questa intervista a Christian Vitta, direttore del DFE.

La Riforma III dell’imposizione delle imprese prevede di mantenere l’attrattiva della piazza svizzera, di potenziare il consenso internazionale nei confronti del sistema fiscale elvetico e di garantire il gettito fiscale di Confederazione, Cantoni e Comuni. Se la Svizzera si dovesse limitare ad abrogare lo statuto fiscale cantonale non più accettato a livello internazionale senza introdurre nuove misure, ci si dovrebbe attendere la perdita di posti di lavoro e di entrate fiscali per l’ente pubblico. Attualmente le società cantonali con statuto speciale occupano 150’000 lavoratori in Svizzera. A livello cantonale e comunale contribuiscono al 20% delle entrate fiscali, a livello federale pressoché al 50% delle imposte sull’utile delle persone giuridiche. Inoltre registrano quasi la metà delle uscite per la ricerca. Anche i Cantoni saranno pertanto chiamati ad deguarsi alle decisioni federali.

In Ticino il Consiglio di Stato sta preparando un piano di azione che, a tappe, porterà a realizzare le riforme fiscali necessarie, coinvolgendo il Gran Consiglio per quanto di sua competenza come ci spiega il direttore del DFE.

Christian Vitta. Quali saranno gli effetti della Riforma III dell’imposizione delle imprese e che impatto avrà sul Ticino?

Uno dei maggiori effetti sarà quello di intensificare la concorrenza fiscale intercantonale: alcuni Cantoni, come in particolare Vaud, Basilea e Ginevra, hanno già annunciato una significativa riduzione del grado di tassazione effettivo. Occorre comunque sottolineare che, per svariati motivi, i Cantoni partono da contesti differenti, penso nello specifico alla solidità delle finanze pubbliche e al peso delle società a statuto speciale per il gettito complessivo. Inoltre, non tutti gli interventi annunciati si tradurranno facilmente in realtà e potrebbero non superare gli ostacoli di natura politica.

In questo contesto, e vista l’importanza delle società a tassazione privilegiata, anche il Ticino dovrà rispondere in modo adeguato. Ricordo che il nostro Cantone, con una percentuale del 20,1%, si colloca al nono rango nella classifica del gettito generato dalle società a tassazione privilegiate sul totale del gettito delle persone giuridiche. Siamo dunque in una posizione intermedia, ma in ogni caso superiore rispetto alla media intercantonale (che è del 17,8%).

Rimanendo nello specifico della situazione ticinese, i contribuenti potenzialmente toccati dalla Riforma III sono globalmente 1’355 società, pari al 4,5% del totale delle persone giuridiche. Globalmente (imposta cantonale, comunale e federale), il potenziale gettito a «rischio riforma» ammonta a 165,6 milioni di franchi, ossia al 20,1% del totale del gettito generato dalle persone giuridiche in Ticino. Ciò significa che il 4,5% dei contribuenti è responsabile del 20,1% del gettito delle persone giuridiche. Occorre inoltre sottolineare che, per loro natura, le società a statuto speciale sono società con un’elevata mobilità. Il rischio di partenze è dunque elevato. Queste società creano pure un indotto non trascurabile. Se prendiamo in considerazione le 50 principali società a tassazione privilegiata, possiamo rilevare la loro importanza:

  • 73 milioni di indotto fiscale
  • 260 milioni di indotto economico e
  • 3’000 posti di lavoro, per una massa salariale di circa 515 milioni di franchi.
Come si intende agire per affrontare le sfide della Riforma III?

Senza un intervento sull’aliquota fiscale, rischieremmo di perdere d’attrattiva per molte società che concorrono in maniera importante alla determinazione del gettito fiscale cantonale e alla creazione di indotto economico. Ci tengo a sottolineare che gli interventi di natura fiscale previsti a livello cantonale non sono dettati dalla volontà di concedere sgravi di natura ideologica ma, al contrario, di fronte ai cambiamenti in atto a livello federale e ad un’accresciuta concorrenza intercantonale, si tratta di intervenire con pragmatismo e in modo equilibrato per continuare a garantire al nostro Cantone un certo grado di competitività e di attrattiva nei confronti delle imprese, così come un substrato fiscale necessario al buon funzionamento dello Stato. Il governo ticinese è dunque al lavoro per definire la sua strategia tramite un pacchetto di misure equilibrate che vadano a rafforzare nel medio termine l’attrattiva della piazza economica ticinese. Queste sono le ipotesi sulle quali stiamo lavorando.

  • Per quanto riguarda l’aliquota sull’utile delle persone giuridiche, si sta approfondendo l’ipotesi di ridurla, in modo progressivo, dall’attuale tasso del 9% fino al 6-6.5%.
  • Si stanno inoltre verificando alcune misure di natura sociale, che potranno anche contribuire alla creazione di un forte consenso politico attorno alla riforma. Ricordo a questo proposito che, nel Canton Vaud, anche grazie all’introduzione di alcune misure di natura sociale è stato possibile generare un importante consenso politico, da destra a sinistra, attorno alla Riforma III delle imprese.
  • Per quanto concerne le altre misure previste dalla riforma federale, stiamo valutando in che modo sarà possibile applicarle al nostro Cantone in funzione del contesto in cui operano le nostre imprese. Penso, ad esempio, alla possibilità di imporre solo parzialmente i redditi da brevetti (il cosiddetto Patent box) oppure alla maggiore deducibilità delle spese di ricerca e sviluppo.
  • Stiamo inoltre approfondendo alcune misure d’accompagnamento cantonali alla Riforma III da applicare in modo puntuale, per esempio introducendo delle agevolazioni fiscali per le società “start-up” tramite una defiscalizzazione degli investimenti nelle società innovative.
  • Infine, siccome i Comuni saranno toccati in maniera differenziata dalla riforma, stiamo mettendo a punto degli strumenti che permettano loro di recepire al meglio i cambiamenti.

Per quanto riguarda l’impatto finanziario, è utile sottolineare che molto dipenderà dal comportamento dei contribuenti, poiché anche una partenza di poche società può comportare significative variazioni del gettito fiscale. Oltre a contatti mirati con i grandi contribuenti, per spiegar loro la portata della riforma e rassicurarli sul fatto che, in Ticino, le condizioni resteranno interessanti, i servizi competenti stanno anche effettuando le analisi e le simulazioni del caso, allo scopo di rendere questa riforma compatibile con il programma di risanamento finanziario recentemente approvato dal parlamento, che comporta un rientro di 200 milioni di franchi necessario per riequilibrare i conti.

 

Priorità all'innovazione

Nuove misure fiscali a favore anche delle PMI

Consiglio federale e parlamento raccomandano di accettare la Riforma III dell’imposizione delle imprese, preparata in stretta collaborazione con i Cantoni. Le misure di diritto fiscale che saranno introdotte pongono in primo piano la promozione dell’innovazione. Il patent box permette ad esempio di ridurre l’imposizione dei ricavi da brevetti. Riguardo alle uscite per la ricerca e lo sviluppo la riforma prevede la possibilità di una deduzione che supera i costi effettivi. In questo modo si intende far sì che i posti di lavoro ad alto valore aggiunto, legate a tali attività, rimangano o si insedino in Svizzera. Attraverso l’imposta sull’utile con deduzione degli interessi la Svizzera dovrebbe inoltre poter rimanere competitiva per quanto riguarda il finanziamento interno ai gruppi.

Le nuove norme compensano solo in parte gli attuali vantaggi fiscali delle società con statuto speciale. Alla luce di una concorrenza fiscale internazionale che permane intensa, numerosi Cantoni intendono ridurre l’imposta sull’utile al fine di mantenere la loro attrattiva fiscale. Da questa misura trarranno beneficio tutte le società, quindi anche le piccole e medie imprese. La Confederazione intende partecipare agli oneri finanziari derivanti da tali riduzioni dell’imposta sull’utile, poiché essa stessa beneficerà del mantenimento della competitività fiscale. Al riguardo è previsto che la quota cantonale all’imposta federale diretta verrà aumentata dal 17 al 21%. Inoltre, il sistema della perequazione finanziaria sarà adeguato al nuovo contesto giuridico-fiscale al fine di evitare squilibri significativi tra i Cantoni.